PUNTI D'INTERESSE
PALAZZO PICONI
Indirizzovia Piconi
EpocaXII-XIII sec. d.C.
Materialipietra - legno
Descrizione
 Probabilmente sorse come una domus in età federiciana (fine XII-XIII sec. d.C.), che a differenza del castrum, il castello vero e proprio, assume l’aspetto di un edificio fortificato tra un castelletto di caccia e un palazzo, cioè una residenza. Esempi di similari strutture federiciane si ritrovano nello "Statutum de reparatione castrorum" ove si fa mezione di castelli di caccia o domus solaciorum, cioè palazzi destinati allo svago dell'imperatore. Va aggiunto che in età federiciana "le definizioni di 'castrum', 'palacium' e 'domus', che in seguito, sotto gli Angiò, vengono differenziate più nettamente, sono ancora fluttuanti e incerte e si sovrappongono. La stessa costruzione, che in un punto è citata come 'castrum', può essere riportata in un altro come 'palacium' o persino come 'domus'".
 Indirettamente si ha conoscenza dell’attuale Palazzo dei Piconi da un documento dell’anno 1308 con il quale “Pietro de Stasio, insieme con sua moglie Flamundina, figlia del q. Pascasio Giovanni de Roberto, abitante nel casale di Frasso vende a Maffeo, f. di Giovanni de Scasello una casa nel casale di Frasso, nel luogo detto Palazzo « a lu palaczu», (toponimo ritrovato nella successiva documentazione conservata nell’archivio parrocchiale di Santa Giuliana) per un'oncia d'oro e 4 tari”.
La struttura antica del Palazzo, presenta un impianto quadrangolare con al centro una corte chiusa da quattro torri quadrate, mentre una quinta torre, della stessa forma, è ubicata sul lato sud in posizione avanzata rispetto all’edificio successivamente costruito in aderenza alla vecchia struttura. L’attuale complesso, presenta vistosi rifacimenti e costruzioni realizzate ex novo, presumibilmente nei secoli XVII e XVIII, addossate al vecchio fabbricato snaturandone in parte l’impianto originario. Il Palazzo trae la sua denominazione attuale dalla famiglia Picone, che ne risulta proprietaria a partire dal XVII sec. 
Esso viene ricordato in un documento del 1724 nel quale si legge “mirasi la casa Palaziata del Carlo Picone, dove anco s’attrovano altre case Palaziate di più; e questo luogo si chiama il Casale delli Piconi”. Quest’ultimo si presenta come un casale aperto, organizzato con corpi di fabbrica di tipo semplice a pseudoschiera, prevalentemente monoesposti con riduzione degli affacci lungo i fronti dei tre assi viari che li hanno generati, con andamento est-ovest e tra  loro collegati.
Probabilmente il casale nacque come abitato servile dell’originario “palaczu” federiciano. Tra gli elementi architettonici caratteristici del Casale Picone, occupa un ruolo di risalto il cosiddetto “suppuortico”, anch’esso citato nel documento summenzionato che lo descrive come “un sopportico a’ travi” da dove “si passa alla strada che conduce al Casale detto li Torelli (oggi Canelli) consistente di sei case abitate da altre tante famiglie e poi la medesima strada corre verso la montagna”.