PUNTI D'INTERESSE
CHIESA SAN MICHELE
Indirizzozona Orto di Michele
EpocaXIII sec. d.C. circa
Materialipietra
Descrizione
Il culto micaelico nel territorio frassese rimanda al periodo longobardo del quale rimangono alcune sparute tracce dell’antica chiesa sulla sommità del Monte S. Angelo.
Per trovarne un sicuro riferimento documentale, anche se indiretto, bisogna arrivare all’anno 1369 quando nella descrizione del  confine dei territori appartenenti alla giurisdizione della città di Telese si legge che esso passava per Campo Piano. Con la fondazione della Chiesa Collegiata del Corpo di Cristo di Frasso avvenuta intorno alla metà del 1500 ed insignita nel 1717 del titolo di “Insigne Collegiata” tale da essere seconda solo alla Cattedrale di S. Agata dei Goti,  la Chiesa di S. Michele venne annessa ad essa come si evince da un documento del 1742.
A partire dalla fine del XVII sec. si hanno notizie più dettagliate e sicure. Gravemente danneggiata dal terribile terremoto dell’anno 1688 la mensa di S. Michele Arcangelo venne consacrata da Monsignore Albini il 18 ottobre 1716.  Una descrizione dettagliata della piccola chiesa rupestre si ha nel 1724 nel quale si legge “Distante da questa Terra (Frasso) miglia due incirca per strada penninosa si giunge sopra la cima d’una montagna ove ritrovasi altra Chiesa sotto il titolo di S. Michele Arcangelo, consistente d’una nave coverta a’ lamia, avanti al sua porta vi sono tre gradini et ballatoro di pietra viva et accosto una fontana. tiene l’altare di pietra con sua mensola sostenuta da modiglioni al di sotto et al di sopra la conetta di stucco in mezzo la quale dentro nicchio vi s’adora la statua di pietra del Gloriosissimo Arcangelo. Di più tiene l’acqua santa, un confessionario et ad un lato una grotta nel fine della quale vi è altarino ed al di sopra conetta di legno, et in mezzo piccolo quadro sopra rame ed la meddesima effigie del S. Angelo, la lamia della quale anche di pietra viva gronda continuamente acqua che si conduce in due varchette, da dove poi passano alla mentovata fontana..”.
Notizie confermate dal Canonico Fusco che aggiunge essere la nostra Chiesa “de jure patronatus Universitatis Terrae Fraxii est constructa in apice Montis nuncupati Campo Piano ed ora per la detta Chiesa vien chiamata di S. Michele Arcangelo et antiquitas etiam Gaudium” confermando che in essa “vi scorre continuamente un’acqua freddissima e va dentro una vasca artefatta buonissima a bere. In essa Chiesa ancora e propriamente sopra l’altare vi è una nicchia dentro la quale vi si vede la Statua di S. Michele Arcangelo di marmo a forma di quella del Monte Gargano da dove venne e questa una col trasporto costò ducati quattordici e fu fatta nell’anno 1699. Prima in detta Chiesa sopra un altero altare vi era un quadro di S. Michele sopra a rame che oggi si conserva nella Chiesa Collegiale e propriamente nella Cappella del Santissimo Rosario”. Nel summenzionato documento del 1742, oltre ad avere conferma che in detta Chiesa si venera un “simulacrum S.Michaelis Archangeli ex lapide tiburtino constructum”, si legge che i canonici della Collegiata avevano l’obbligo di celebrare due messe annue “die octavo Maji (8 maggio) festo apparitionis S. Michaelis Archangeli alteram vero die vigesima nona mensis 7bris ( 29 settembre ) festo dedicationis eiusdem S. Michaelis Arcangeli” in occasione probabilmente delle processioni rituali che ancora si tengono a Frasso proprio nei giorni menzionati. La Chiesa a partire dalla fine del 1600 venne custodita da anachoreti (eremiti), pii laici, “semireligiosi” che custodivano le piccole cappelle di campagna e che una volta all’anno convocati dal vescovo in Cattedrale nel giorno della festività di S. Menna, questi li invitava a render conto del loro operato. Dai documenti in nostro possesso veniamo a conoscenza che, F. Antonio di Palermo fu il primo Eremita “che fece continua vegilanza sul monte del detto S. Michele con grande esempio di buona vita”.